Cosa vedere vicino a Campo de’ Fiori: itinerario tra arte e storia insolita
Settembre 16, 2026

Cosa vedere vicino a Campo de’ Fiori: itinerario a piedi tra palazzi, arte, resti romani, illusioni prospettiche e luoghi insoliti.

Palazzi rinascimentali, illusioni prospettiche, resti dell’antica Roma e piccoli passaggi nascosti: nei dintorni di Campo de’ Fiori a Roma si può organizzare un itinerario a piedi ricco di cose da fare ma diverso dal classico percorso tra attrazioni e monumenti più famosi. Partendo dalla piazza bastano pochi minuti per raggiungere Palazzo della Cancelleria, scoprire una tomba romana nascosta nei suoi sotterranei, osservare le antiche vasche di Piazza Farnese e lasciarsi ingannare dalla prospettiva di Borromini a Palazzo Spada. Proseguendo verso Via Giulia si incontrano poi un progetto incompiuto di Michelangelo e una chiesa dalla storia decisamente insolita, prima di tornare verso Campo de’ Fiori attraverso il Passetto del Biscione. Il percorso permette di attraversare oltre duemila anni di storia di Roma spostandosi quasi sempre di poche centinaia di metri, quindi lo si può fare anche se non si ha molto tempo per visitare la città.

INDICE

Campo de’ Fiori e la storia di Giordano Bruno

L’itinerario inizia proprio da Campo de’ Fiori, una delle piazze più conosciute del centro di Roma. Oggi questa piazza è famosa soprattutto per il mercato e per i numerosi locali che la circondano, ma la sua storia racconta anche aspetti della Capitale decisamente meno spensierati.

In passato, infatti, la piazza fu utilizzata per le esecuzioni pubbliche e proprio qui, il 17 febbraio 1600, venne arso sul rogo il filosofo Giordano Bruno, condannato per eresia. Al centro della piazza si trova ancora oggi il monumento con la figura di Bruno rivolta verso il Vaticano, realizzato da Ettore Ferrari e inaugurato nel 1889.

Un’altra curiosità legata a questa piazza è la sua fontana, che oggi si trova in una posizione diversa perché spostata per lasciare spazio al monumento a Giordano Bruno. Nel 1590 Giacomo Della Porta aveva realizzato una vasca che veniva usata anche dai commercianti del mercato per lavare e conservare al fresco frutta e verdura. Nel Seicento venne poi coperta da un grande coperchio in travertino e i romani la soprannominarono “Terrina” per la sua somiglianza con una zuppiera.

A Roma con Leonardo

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Palazzo della Cancelleria e la tomba romana nascosta

A pochi passi da Campo de’ Fiori si trova il Palazzo della Cancelleria, un grande edificio rinascimentale che oggi ospita anche la Mostra di Leonardo da Vinci, dove è possibile osservare macchine funzionanti realizzate sulla base dei disegni nei codici di Leonardo.

Oltre a far conoscere invenzioni, studi e interessi del genio rinascimentale, la visita alla mostra nasconde un’insolita sopresa sotto il palazzo. Nei sotterranei è infatti conservato il sepolcro di Aulo Irzio, console romano e luogotenente di Giulio Cesare morto nel 43 a.C. durante la guerra di Modena contro Marco Antonio. La tomba fu scoperta nel 1938 e oggi è in gran parte immersa nelle acque dell’antico Euripus, un canale che attraversava il Campo Marzio prima di raggiungere il Tevere.

Il monumento archeologico è compreso nel percorso della Mostra di Leonardo e permette quindi di passare, all’interno dello stesso edificio, dagli studi di un protagonista del Rinascimento a una testimonianza della Roma del I secolo a.C.

mostre vicino Campo de' Fiori
Diagram Lajard / Wikimedia Commons – CC0 1.0

Piazza Farnese e le vasche delle Terme di Caracalla

Da Palazzo della Cancelleria bastano pochi passi per cambiare completamente atmosfera e raggiungere Piazza Farnese, dominata dall’imponente Palazzo Farnese, alla cui realizzazione lavorarono alcuni dei maggiori architetti del Rinascimento, tra cui Antonio da Sangallo il Giovane e Michelangelo.

Prima di osservare il palazzo conviene però soffermarsi sulle due grandi fontane della piazza con vasche di granito che provengono dalle antiche Terme di Caracalla.

Una delle due fu trasferita nella piazza nella prima metà del Cinquecento e la seconda vasca arrivò alcuni decenni più tardi, per poi essere trasformate in fontane nel Seicento, quindi rappresentano uno dei tanti esempi romani in cui materiali dell’antichità sono stati riutilizzati secoli dopo, inserendo frammenti della città romana all’interno del paesaggio rinascimentale e barocco.

Galleria Spada e l’illusione prospettica di Borromini

Proseguendo verso Piazza Capo di Ferro si raggiunge Galleria Spada, piccolo museo che conserva una collezione di pittura barocca e una delle più sorprendenti illusioni ottiche di Roma, esempio di come arte, geometria e prospettiva possano essere utilizzate per modificare la percezione dello spazio.

Nel Giardino Segreto si trova infatti la celebre Prospettiva di Francesco Borromini, realizzata nel 1653 con l’aiuto del matematico Giovanni Maria da Bitonto. Guardandola frontalmente sembra di trovarsi davanti a un lungo colonnato, ma la galleria misura in realtà meno di nove metri.

L’effetto nasce da una costruzione geometrica precisa grazie alla quale le colonne diventano progressivamente più piccole e si avvicinano tra loro, mentre il pavimento sale e la volta scende verso il fondo. La statua collocata alla fine del percorso, che da lontano sembra avere dimensioni normali, è in realtà molto più piccola di quanto l’occhio immagini.

Via Giulia e il progetto incompiuto di Michelangelo

Dalla Galleria Spada si può proseguire verso Via Giulia, la lunga strada voluta da papa Giulio II all’inizio del Cinquecento che ancora oggi rappresenta delle passeggiate più suggestive del centro storico.

Tra gli elementi più curiosi che si incontrano c’è l’Arco Farnese, passaggio che attraversa la strada all’altezza dei giardini di Palazzo Farnese.

Si tratta di una piccola testimonianza di un progetto ambizioso che però non fu mai completato, nato dall’idea di Michelangelo per collegare Palazzo Farnese con i possedimenti della famiglia sull’altra sponda del Tevere, dove si trovava Villa Farnesina.

Via Giulia vicino Campo de' Fiori
Peter1936F / Wikimedia Commons – CC BY-SA

Santa Maria dell’Orazione e Morte

Poco distante dall’Arco Farnese si trova una chiesa che già nel nome anticipa una storia piuttosto insolita: Santa Maria dell’Orazione e Morte.

La chiesa era legata all’omonima confraternita, nata nel Cinquecento con il compito di raccogliere e dare degna sepoltura ai morti abbandonati, compresi i corpi ritrovati nelle campagne intorno a Roma o recuperati dalle acque del Tevere. Vicino alla chiesa sorgeva anche un grande cimitero, in parte sotterraneo e in parte affacciato sul fiume, quasi completamente scomparso con la costruzione dei muraglioni del Tevere alla fine dell’Ottocento.

Osservando l’esterno si possono riconoscere simboli legati alla morte, coerenti con la funzione originaria della confraternita. Si tratta di una tappa breve ma significativa, perché racconta aspetti della vita quotidiana della Roma del passato che difficilmente emergono nei classici percorsi.

Il Passetto del Biscione e una curiosità romana

Per concludere l’itinerario si può tornare verso Campo de’ Fiori passando dal Passetto del Biscione, piccolo passaggio coperto che collega Via di Grotta Pinta con Piazza del Biscione, che nell’antichità metteva in comunicazione la cavea del Teatro di Pompeo con l’esterno.

Qui era custodita anche un’immagine cinquecentesca della Madonna della Misericordia di Scipione Pulzone, oggi conservata nella chiesa di San Carlo ai Catinari. Secondo la tradizione, proprio dalla difficoltà di trovare questa Madonna nascosta tra i vicoli e il passaggio deriverebbe il modo di dire romano “andare a cercare Maria per Roma”, utilizzato per indicare una ricerca particolarmente complicata.

Uscendo dal Passetto ci si ritrova praticamente al punto di partenza concludendo un percorso che in poche centinaia di metri ha attraversato la Roma antica, il Rinascimento e il Barocco passando da una tomba romana sommersa a un progetto di Michelangelo mai terminato, da un’illusione prospettica a uno dei passaggi più nascosti del centro, oltre le tappe più conosciute.

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