I Codici di Leonardo da Vinci non sono libri, ma quaderni di lavoro, fogli e taccuini in cui annotava pensieri, disegni, calcoli e intuizioni e in cui vi è una miniera di conoscenza
I codici di Leonardo da Vinci sono quaderni di lavoro e fogli personali, non libri pensati per la pubblicazione. Si tratta di appunti, disegni, calcoli e intuizioni che mostrano il pensiero di Leonardo mentre nasce, cambia direzione e si corregge. Dopo la sua morte, i manoscritti passarono a Francesco Melzi e nei secoli furono dispersi e ricomposti in grandi raccolte oggi conservate in diverse istituzioni, come il Codex Atlanticus, il Codex Arundel, il Codex Leicester e i disegni di Windsor. Nei codici emerge un metodo basato su osservazione diretta, “sperienza”, disegno come strumento di ragionamento e collegamenti tra fenomeni naturali diversi. Tra i temi ricorrenti compaiono acqua, volo, meccanica e anatomia, insieme a promemoria e domande aperte. La Mostra di Leonardo a Palazzo della Cancelleria permette di “entrare” idealmente nei codici attraverso modelli, macchine funzionanti e riproduzioni digitali.
INDICE
- Cosa sono i codici di Leonardo?
- Il metodo di Leonardo nei codici
- Esempi, idee e curiosità sui codici di Leonardo
- I codici nella Mostra di Leonardo
Cosa sono i codici di Leonardo?
I Codici di Leonardo da Vinci sono un insieme di manoscritti costituiti da migliaia di fogli, taccuini, appunti e quaderni cuciti, che sono sopravvissuti al tempo che oggi si trovano in biblioteche e collezioni sparse per oggi sparsi in diversi Paesi.
Dopo la morte di Leonardo avvenuta nel 1519, i suoi manoscritti furono ereditati dall’allievo Francesco Melzi, che cercò di conservarli e ordinarli.
Nei secoli successivi, poi, gli appunti di Leonardo vennero venduti e ricomposti in raccolte, processo dal quale sono nati i grandi Codici che conosciamo oggi, come il Codex Atlanticus a Milano, il Codex Arundel alla British Library, il Codex Leicester dedicato allo studio dell’acqua, o i disegni anatomici conservati a Windsor.
La storia complessa dietro i Codici, spiega come mai non si tratti di opere lineari bensì di archivi frammentati.
Leonardo, infatti, non progettò di raccoglierli in un’opera e di farne uno o più libri poiché si trattava di note e disegni per se stesso, per non perdere un’idea, un’osservazione, una soluzione o una domanda ancora priva di risposta. aperta.
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Il metodo di Leonardo nei codici
Nei Codici di Leonardo è possibile cogliere il suo metodo, che non è lo stesso della scienza moderna, ma che ne anticipa molti principi fondamentali.
Per le sue idee e per i suoi progetti, infatti, Leonardo parte dall’osservazione diretta, ad esempio per comprendere il moto dell’acqua, il volo degli uccelli, la struttura delle ossa, la crescita delle piante, la luce che si rifrange nell’aria.
Dopo una prima fase di osservazione, Leonardo disegna e fa del disegno uno strumento di ragionamento per comprendere le proporzioni, isolare una funzione, immortalare ciò che ha scoperto.
Nei suoi appunti Leonardo ripete spesso che la conoscenza deve nascere dalla “sperienza”, cioè dall’esperienza verificata, non dall’autorità dei testi antichi e questa era sicuramente di una visione audace per la sua epoca.
Nei Codici emergono ipotesi, correzioni, contraddizioni, come a riprova del fatto che Leonardo non avesse l’obiettivo di apparire infallibile ma quello di comprendere il più possibile le leggi naturali.
Dai suoi appunti, inoltre, si trovano molte analogie e collegamenti tra fenomeni apparentemente lontani. Ad esempio, l’acqua è paragonata al sangue della Terra, il cuore a una pompa idraulica, i rami degli alberi alle arterie del corpo umano.
Questi confronti sono interessanti perché mostrano il tentativo di individuare strutture comuni nella natura e fanno convivere negli appunti di Leonardo studi su materie diverse come anatomia, meccanica, geologia, botanica, senza che vi siano confini rigidi tra discipline.

Esempi, idee e curiosità sui codici di Leonardo
Cosa c’è nei Codici di Leonardo? Gli appunti di Leonardo sono lo specchio di una mente curiosa, irrequieta, instancabile e libera, capace di passare dallo studio di un vortice d’acqua a quello di una macchina per sollevare pesi, passando per il profilo di un volto come studio pittorico.
Tra i temi più ricorrenti vi è sicuramente l’acqua: Leonardo osservava fiumi, cascate, onde, correnti, cercando di capire i movimenti dell’acqua ed elaborare modi per controllarla. Tra i suoi appunti si trovano progetti di chiuse, canali, dighe, soluzioni tecniche che sono state poi riprese nei secoli successivi.
Altro grande tema degli studi di Leonardo è il volo, con progetti di ali battenti, strutture leggere esperimenti per decifrare le leggi dell’aerodinamica prima ancora della nascita di questa disciplina.
Gli studi di Leonardo hanno interessato anche l’anatomia, materia in cui è facile fondere arte e scienza attraverso una precisa rappresentazione grafica di muscoli, ossa, organi e indagini sul loro funzionamento, sul movimento e sulla relazione delle diverse parti del corpo umano.
Oltre a tutto questo, nei codici ci sono anche annotazioni come promemoria, liste di cose da verificare, domande senza risposta, appunti da ricordare.
Una curiosità riguardo ai Codici e agli appunti di Leonardo è che spesso sono scritti al contrario. Leonardo utilizzava infatti la grafia speculare, scrivendo quindi da destra verso sinistra. Questo dettaglio ha fatto pensare a una specie di codice segreto, ma in realtà potrebbe semplicemente essere una naturale conseguenza del fatto che Leonardo fosse mancino, quindi un’abitudine adottata per praticità e non per tenere nascoste le proprie scoperte.

I codici nella Mostra di Leonardo
La Mostra di Leonardo da Vinci a Palazzo della Cancelleria offre un modo coinvolgente per entrare idealmente nei codici. Poiché i manoscritti originali sono fragili e raramente esposti, la mostra utilizza riproduzioni digitali ad alta definizione, modelli tridimensionali e macchine funzionanti costruite sulla base dei disegni leonardiani così da consentire ai visitatori di vedere le idee di Leonardo trasformate in oggetti reali.
Le sale della Mostra presentano le grandi aree tematiche dei codici, quindi il volo, l’acqua, la meccanica, l’ottica, l’anatomia con modelli che rendono evidente il passaggio dal disegno all’esperimento, dal pensiero alla struttura concreta.
Durante la visite è anche possibile accedere ai sotterranei archeologici del palazzo, dove si conserva l’antico Euripus del Campo Marzio e il Sepolcro di Aulo Irzio. Qui l’elemento acqua, tanto studiato da Leonardo nei suoi codici, diventa una presenza tangibile che scorre, avvolge e riflette la luce.
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