I progetti di Leonardo da Vinci sull’architettura e la città del futuro
Settembre 09, 2026

Strade su più livelli, canali navigabili, sistemi per gestire le acque e palazzi progettati in funzione della vita quotidiana: negli studi di Leonardo da Vinci si trovano idee per una città più efficiente e salubre.

Quando pensiamo ai progetti di Leonardo da Vinci vengono subito in mente le macchine volanti, gli ingranaggi o le invenzioni militari, ma il genio rinascimentale dedicò numerosi studi anche all’architettura e all’organizzazione delle città. Durante gli anni trascorsi a Milano, Leonardo si confrontò con i problemi di un grande centro urbano della fine del Quattrocento e immaginò soluzioni per migliorare la circolazione delle persone e delle merci, sfruttare l’acqua, rendere più efficienti gli edifici e garantire migliori condizioni igieniche. Molte di queste idee sono raccolte nel Manoscritto B dell’Institut de France e sono oggi comunemente associate alla cosiddetta “città ideale” di Leonardo. In realtà Leonardo non lasciò il progetto completo di una città da costruire, ma numerosi disegni e annotazioni che permettono di ricostruire un modo sorprendentemente concreto di pensare lo spazio urbano.

INDICE

Leonardo da Vinci architetto: dagli edifici alla progettazione della città

L’interesse di Leonardo da Vinci per l’architettura si sviluppò soprattutto durante il primo soggiorno milanese, quando ebbe modo di confrontarsi con architetti, ingegneri e artisti attivi alla corte degli Sforza.

All’epoca studiò edifici religiosi, palazzi e strutture a pianta centrale e si interessò anche ai problemi relativi alla costruzione del tiburio del Duomo di Milano. Dai suoi disegni emerge una particolare attenzione al modo in cui palazzi, strade, canali e infrastrutture possono essere collegati tra loro e si coglie un ragionamento sulla città nel suo complesso anziché sui singoli edifici o elementi.

Questa attenzione diventa particolarmente evidente negli studi realizzati tra il 1487 e il 1490 e conservati nel Manoscritto B, da cui deriva quella che oggi viene generalmente chiamata città ideale di Leonardo e su cui sono riportate una serie di soluzioni dedicate a diversi aspetti della vita cittadina.

Nel mondo di Leonardo

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La città ideale di Leonardo da Vinci

Le riflessioni di Leonardo si inseriscono in un ampio dibattito rinascimentale sulla città ideale, seguendo però una direzione particolare. Infatti, rispetto ad altri progetti dell’epoca costruiti soprattutto intorno alla ricerca della perfezione geometrica ed estetica, Leonardo sembra concentrarsi principalmente sulla funzionalità.

Milano ai tempi era ancora caratterizzata da strade strette e tortuose, elevata densità abitativa, scarichi a cielo aperto e condizioni igieniche problematiche, rese ancora più evidenti dall’epidemia di peste del 1484-1485.

Leonardo iniziò quindi a studiare la posizione della città, la disposizione delle strade, la struttura dei palazzi, i sistemi fognari e la gestione delle acque, forse per un possibile ampliamento di Milano con la creazione di una nuova città per Ludovico il Moro o con una riorganizzazione di Vigevano, anche se il progetto concreto cui erano destinati i disegni di Leonardo non è noto.

Leonardo da Vinci architettura
Studio per una città su due livelli, Manoscritto B, fol. 3v., Leonardo da Vinci – Crijam / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)

Strade su due livelli per separare pedoni, carri e merci

Una delle idee più interessanti di Leonardo in merito alla riprogettazione del tessuto urbano riguarda la separazione della circolazione urbana su livelli differenti, con strade superiori e inferiori alle quali attribuire funzioni diverse.

Secondo Leonardo, le vie più alte dovevano essere destinate al passeggio, mentre quelle inferiori servivano al passaggio dei carri, al trasporto delle merci e alle attività di servizio. Di conseguenza, i palazzi avrebbero dovuto adattarsi a questa organizzazione, con accessi differenti attraverso i quali far entrare legna, vino, vettovaglie e altri materiali senza interferire con la circolazione del livello superiore.

Nei suoi appunti, Leonardo indica anche alcune misure, collocando le strade superiori a circa 3,6 metri sopra quelle basse e con una larghezza di circa 12 metri.

Oltre a garantire percorsi differenti per persone e merci, la strada doveva essere progettata in modo da favorire lo scolo dell’acqua piovana e l’ampiezza delle strade riportato nei suoi appunti aveva un ruolo importante, perché lo spazio tra le costruzioni contribuiva a rendere l’ambiente urbano più salubre.

Acqua, canali e igiene nella città del futuro di Leonardo

Un altro elemento fondamentale è l’acqua, che Leonardo studiò a lungo anche in altri contesti. Secondo Leonardo, la città doveva sorgere vicino a un grande corso d’acqua dalla portata relativamente costante ed essere collegata attraverso una rete di canali.

I canali potevano essere utilizzati per trasportare le merci direttamente vicino agli edifici, dove Leonardo immaginava spazi sufficientemente ampi per consentire alle imbarcazioni di scaricare. Il livello dell’acqua doveva poi essere controllato grazie a sistemi di regolazione per evitare che le piene raggiungessero gli ambienti inferiori dei palazzi.

La gestione idrica si intrecciava con un problema centrale della città, cioè l’igiene, e Leonardo ragionò sullo smaltimento delle acque, sulle fognature e sulla disposizione delle strade e degli edifici.

La città concepita da Leonardo è quindi un sistema nel quale ogni elemento deve funzionare insieme agli altri, che è poi una visione che emerge in moltissimi suoi studi, in cui collega argomenti diversi trovando similitudini.

Quanto erano moderne le idee urbanistiche di Leonardo?

Leonardo non può essere definito l’inventore della città moderna ma sicuramente alcuni principi presenti nei suoi studi sono ancora oggi molto attuali.

Leonardo cercava infatti di soluzioni a problemi concreti di chi vive la città, ragionando sul modo in cui architettura, ingegneria e ambiente potessero interagire.

La separazione dei flussi di traffico, l’attenzione alla gestione dell’acqua, la necessità di sistemi efficienti per lo smaltimento dei rifiuti e delle acque sporche, il rapporto tra larghezza delle strade e dimensioni degli edifici e l’organizzazione razionale dei servizi mostrano un modo di progettare moderno, che parte cioè dai bisogni di chi utilizza la città anziché dall’estetica.

Città ideale Leonardo da Vinci
Progetto architettonico per la città ideale, Leonardo da Vinci, 1485 – Wikimedia Commons, pubblico dominio

I progetti e le invenzioni di Leonardo da Vinci in mostra a Roma

Il modo in cui Leonardo trasformava l’osservazione della realtà in disegni, studi e soluzioni tecniche è uno degli aspetti che si possono approfondire anche alla Mostra di Leonardo da Vinci a Palazzo della Cancelleria, nel centro di Roma.

Il percorso permette infatti di osservare macchine funzionanti ricostruite sulla base dei disegni contenuti nei codici vinciani e di comprenderne e interagire con meccanismi e principi.

La mostra consente quindi di avvicinarsi al metodo con cui Leonardo affrontava problemi molto diversi tra loro, dalla meccanica al volo, dall’idraulica allo studio del corpo umano, un metodo fatto di osservazione, disegno e sperimentazione che emerge anche dai suoi progetti architettonici e dagli studi dedicati all’organizzazione della città.

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