Leonardo da Vinci: i codici e i taccuini del genio universale
Novembre 18, 2025

Nei codici e taccuini di Leonardo da Vinci si conserva il suo pensiero in azione: disegni, studi e intuizioni che rivelano la mente più moderna del Rinascimento.

I codici e i taccuini di Leonardo da Vinci rappresentano forse la parte più affascinante del suo lascito, perché non mostrano soltanto le sue opere, ma il suo pensiero in azione. Sono oltre settemila fogli sopravvissuti, sparsi tra musei e collezioni di tutto il mondo, che custodiscono schizzi, appunti, osservazioni, calcoli, riflessioni e intuizioni scientifiche. In quei fogli si riesce a immaginare Leonardo mentre ragiona, sperimenta e si interroga sul funzionamento della realtà. Poiché non sono trattati finiti, hanno una natura frammentaria e spontanea che li fa apparire come un laboratorio continuo di idee, in cui il disegno e la parola si intrecciano per capire la vita, la natura, il movimento, il corpo e la mente umana.

INDICE

Il mondo segreto dei codici di Leonardo

I codici di Leonardo sono quaderni personali che non erano scritti perché qualcuno li leggesse, ma per annotare pensieri e ragionamenti. Molti appunti di Leonardo sono redatti con la celebre scrittura speculare, quindi una scrittura al contrario da destra verso sinistra, che Leonardo adoperava spesso per comodità, dato che era mancino, ma anche probabilmente per una forma di riservatezza nei confronti di ciò che annotava.

A differenza degli artisti del suo tempo, che spesso producevano diari ordinati o manuali per bottega, Leonardo annotava tutto ciò che lo colpiva e su cui voleva ragionare, ad esempio un gioco d’acqua, un muscolo, un volto, il volo degli uccelli, un’idea improvvisa.

Nei codici di Leonardo ritroviamo quindi la sua mente senza filtri in cui le pagine scorrono come in un dialogo interiore fatto di disegni, diagrammi, osservazioni e ipotesi che raramente si concludono. Per questo motivo, i codici di da Vinci rappresentano la testimonianza più autentica del suo metodo di lavoro e della sua visione del mondo.

Leonardo anatomia
Vilius Kukanauskas/Pixabay

Cosa contengono i codici di Leonardo?

I codici non seguono un ordine lineare, perché Leonardo non seguiva un ordine unico nella conoscenza ma, al contrario, saltava da un argomento all’altro con naturalezza, convinto che tutto fosse collegato. In queste pagine compaiono quindi studi di anatomia, con dissezioni estremamente accurate, a fianco di progetti di macchine idrauliche, mulini, pompe e canali. Nei codici di Leonardo si trovano appunti sul volo degli uccelli, sulle proporzioni del corpo umano, sulla luce, sulle ombre, sulla prospettiva, sul moto dell’acqua, sui fenomeni atmosferici, sulle piante e sui minerali.

Tra gli appunti di Leonardo non mancano riflessioni filosofiche, indagini sul linguaggio, sull’armonia musicale e sulla geometria. In molti punti si vede come il genio rinascimentale tentasse di costruire un sapere unitario, ed emerge la sua convinzione sul fatto che le leggi che regolano il corpo siano simili a quelle che guidano il fluire dei fiumi o il crescere delle piante. I codici sono dunque un universo multidisciplinare, un mosaico di intuizioni che mostra come Leonardo fosse allo stesso tempo artista, scienziato, naturalista e inventore.

Nel mondo di Leonardo

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Dove si trovano i codici di Leonardo?

I codici di Leonardo sono oggi sparsi in diverse collezioni del mondo, risultato di dispersioni, vendite e smembramenti avvenuti nei secoli. Il più vasto e celebre è il Codex Atlanticus, conservato alla Biblioteca Ambrosiana di Milano e consiste in oltre mille fogli che spaziano dalla matematica alla meccanica, dalla botanica alla cartografia. Si tratta della raccolta più ricca e completa, un vero viaggio nella mente del genio.

Un’altra importante raccolta è rappresentata dai Disegni di Windsor, parte della Royal Collection Trust, in cui si trovano gli studi anatomici più spettacolari, tra cui il celebre disegno del feto nell’utero, le indagini sul cuore e le tavole sul movimento dei muscoli e delle ossa.

Il Codex Arundel, alla British Library, contiene invece appunti su meccanica, geometria, prospettiva e osservazioni filosofiche, mentre il Codex Leicester, in passato noto come Codex Hammer e oggi di proprietà di Bill Gates, è dedicato principalmente all’acqua, ai moti fluidi, alla luce e alla geologia. Quest’ultimo è sicuramente affascinante perché mostra Leonardo alle prese con la scienza della Terra, molto prima che questa disciplina si sviluppasse.

Altri fogli si trovano a Torino, Firenze, Parigi e Madrid, oltre che in collezioni private. Ogni codice rappresenta un frammento del suo pensiero, una finestra su un aspetto diverso della sua ricerca.

Leonardo scrittura speculare

Il metodo di Leonardo nei suoi taccuini

Nei taccuini di Leonardo da Vinci emerge con totale chiarezza il suo metodo, che era quello di osservare, disegnare, verificare. Per lui non esisteva separazione tra immagine e conoscenza, perché il disegno era un modo di ragionare, quindi le sue pagine mostrano come elaborasse un’idea attraverso schizzi successivi, ognuno più preciso del precedente, fino a comprenderne la struttura interna.

Leonardo era guidato dal dubbio, non dalla certezza e di conseguenza scriveva e disegnava allo scopo di osservare i fenomeni da più angolazioni, formulare ipotesi, smontare una teoria e ricostruirla su basi più solide.

I taccuini sono un laboratorio mentale dove non emerge una ricerca di verità assolute, ma un metodo per avvicinarsi a esse attraverso l’esperienza diretta. Leonardo anticipa così la scienza moderna pur restando immerso nel suo tempo e appare come un pensatore sperimentale che usa il disegno come uno strumento scientifico.

L’attualità dei codici di Leonardo

Rileggere oggi i codici di Leonardo significa confrontarsi con un modo di pensare che appare straordinariamente contemporaneo. Le sue pagine sembrano i quaderni di un ricercatore moderno, intrise di domande aperte, intuizioni, schemi, tentativi, analogie.

La loro attualità non dipende soltanto dai contenuti tecnici, molti dei quali anticipano scoperte successive, ma dalla visione della natura come sistema, della conoscenza come processo e dell’arte come forma di indagine scientifica.

Gli studiosi consultano ancora oggi i codici di Leonardo per capire l’origine di molte idee moderne, oltre che per ammirare l’immagine di una mente che non aveva paura di esplorare, mentre gli artisti li guardano come esempio di creatività totale. I codici sono l’eredità più viva di Leonardo e rappresentano la prova che il pensiero, quando è libero e curioso, non invecchia mai.

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