Leonardo da Vinci a Roma: gli anni romani del genio e i suoi progetti
Agosto 27, 2026

Dal soggiorno in Vaticano agli studi di anatomia, meccanica, ottica e geometria: cosa fece Leonardo da Vinci a Roma tra il 1513 e il 1516 e perché lasciò la città per la Francia.

Leonardo da Vinci visse a Roma tra il 1513 e il 1516, in un periodo particolarmente importante per la città, che sotto papa Leone X era uno dei grandi centri artistici del Rinascimento. Arrivato nella capitale ormai sessantenne, Leonardo fu accolto da Giuliano de’ Medici, fratello del pontefice, e alloggiò negli appartamenti del Belvedere Vaticano insieme ad alcuni dei suoi collaboratori. Gli anni romani non furono tra i più produttivi dal punto di vista pittorico: mentre Raffaello e Michelangelo erano protagonisti delle grandi imprese artistiche pontificie, Leonardo si dedicò soprattutto a studi di meccanica, geometria, ottica, anatomia e fenomeni naturali. Progettò macchine, condusse esperimenti e continuò a osservare il mondo con la curiosità che aveva caratterizzato tutta la sua vita. Il soggiorno romano fu però segnato anche da difficoltà e contrasti e nel 1516 Leonardo accettò l’invito di Francesco I e lasciò definitivamente l’Italia per trasferirsi in Francia.

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Leonardo arriva a Roma

Leonardo da Vinci arrivò a Roma nel 1513, in una fase ormai avanzata della sua vita. Il 24 settembre lasciò Milano accompagnato da alcuni dei collaboratori più vicini, tra cui Francesco Melzi e Salaì, dirigendosi verso una città che in quegli anni stava vivendo una delle stagioni artistiche più straordinarie della sua storia.

Nel marzo dello stesso anno Giovanni de’ Medici era stato eletto papa con il nome di Leone X e Roma era diventata un grande cantiere nel quale lavoravano alcuni dei maggiori artisti del Rinascimento. Raffaello era infatti impegnato nelle Stanze Vaticane e in altre importanti commissioni pontificie, mentre Michelangelo aveva già realizzato la volta della Cappella Sistina e continuava a essere una delle personalità artistiche più importanti del tempo.

Leonardo arrivò quindi in un ambiente particolarmente vivace, ma la sua posizione era diversa rispetto a quella dei due artisti più giovani. Non si trasferì a Roma per realizzare una grande opera commissionata dal papa: a offrirgli protezione fu soprattutto Giuliano de’ Medici, fratello di Leone X, che diventò il suo principale punto di riferimento durante il soggiorno romano.

Nel mondo di Leonardo

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Leonardo da Vinci e il soggiorno in Vaticano

Grazie a Giuliano de’ Medici, Leonardo trascorse gran parte dei suoi anni romani insieme ai collaboratori in un alloggio negli appartamenti del Belvedere Vaticano, uno degli ambienti più interessanti del complesso pontificio, dove Giulio II aveva iniziato a raccogliere importanti sculture antiche e Leone X proseguì il progetto del predecessore

Leonardo ebbe quindi la possibilità di vivere a stretto contatto con un ambiente nel quale arte antica, architettura e cultura rinascimentale convivevano. Nei suoi fogli rimane anche uno schizzo dell’Arianna addormentata, la celebre statua collocata nel giardino del Belvedere, testimonianza diretta del suo interesse per ciò che vedeva intorno a sé.

A differenza di Raffaello e Michelangelo, Leonardo non ricevette importanti commissioni pubbliche, dunque non si dedicò alla produzione pittorica ma si interessò soprattutto a comprendere i meccanismi della natura e delle macchine concentrandosi per buona parte del tempo agli studi scientifici e tecnici.

Leonardo da Vinci a Roma
Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)

Cosa fece Leonardo da Vinci a Roma?

Durante gli anni trascorsi a Roma, Leonardo si occcupò contemporaneamente di numerosi argomenti, come del resto fece per tutta la sua vita. Le fonti documentano studi di meccanica, ottica, geometria e anatomia, oltre a osservazioni della natura e ricerche legate alla costruzione di macchine. Cercò fossili sul vicino Monte Mario, indagando sulla formazione della Terra e sulla presenza di resti marini in zone lontane dal mare, studi che aveva già affrontato in precendenza nei suoi quaderni.

Particolarmente interessanti sono i progetti meccanici conservati nel Codice Atlantico e datati agli anni romani. Alcuni disegni mostrano macchine destinate alla produzione di funi e cavi di grandi dimensioni che potrebbero essere collegati a grandi lavori edilizi, forse alla costruzione della nuova basilica di San Pietro o ai progetti per la bonifica delle Paludi Pontine. Proprio in questi anni Leonardo si interessò infatti anche a problemi idraulici e alla trasformazione del territorio.

Altri appunti testimoniano studi geometrici, ricerche sugli specchi e sull’ottica e continui tentativi di perfezionare dispositivi meccanici. Anche a Roma, dunque, Leonardo continuava a lavorare come aveva sempre fatto: osservava un problema, lo scomponeva nei suoi elementi, disegnava possibili soluzioni e tornava più volte sugli stessi fogli per modificarle, trasformando i propri taccuini in un enorme laboratorio nel quale pittura, matematica, anatomia, ingegneria e fenomeni naturali facevano parte di un’unica ricerca.

Gli studi di anatomia e le difficoltà incontrate a Roma

Leonardo aveva studiato il corpo umano per molti anni attraverso l’osservazione diretta e la dissezione, arrivando a produrre disegni anatomici estremamente dettagliati. Anche durante il soggiorno romano tentò di proseguire queste ricerche, frequentando l’Ospedale di Santo Spirito, ma incontrò alcune difficoltà.

Una testimonianza particolarmente interessante si trova in un foglio del Codice Atlantico datato intorno al 1515: Leonardo prepara una lettera indirizzata a Giuliano de’ Medici nella quale si lamenta del comportamento di alcuni collaboratori tedeschi impegnati con lui nel Belvedere. Uno di loro avrebbe criticato presso il papa gli studi anatomici di Leonardo, creando problemi all’ospedale e ostacolando così le sue ricerche.

Un episodio significativo perché racconta un periodo romano meno sereno di quanto Leonardo probabilmente sperasse, durante il quale la protezione di Giuliano de’ Medici gli garantiva una posizione privilegiata, ma non sempre la libertà necessaria per portare avanti senza interferenze tutte le sue ricerche.

Leonardo da Vinci a Roma, Codice Atlantico
Leonardo da Vinci, Codice Atlantico, f. 26 verso – Veneranda Biblioteca Ambrosiana / Wikimedia Commons

Leonardo, Raffaello e Michelangelo nella Roma rinascimentale

Uno degli aspetti più affascinanti del soggiorno romano è la presenza contemporanea nella città di Leonardo, Raffaello e Michelangelo, tre protagonisti assoluti del Rinascimento che si trovarono negli stessi anni a Roma.

Secondo le fonti vaticane, durante il suo soggiorno romano Leonardo ebbe modo di incontrare Raffaello e Giuliano da Sangallo, impegnato nella fabbrica di San Pietro, mentre l’eventuale frequentazione con Michelangelo è meno documentata. Tra Leonardo e Michelangelo esisteva tra altro una rivalità nata già negli anni fiorentini, quando entrambi erano stati incaricati di lavorare alle grandi scene destinate al Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio.

Leonardo, Raffaello e Michelangelo avevano ruoli diversi a Roma: Raffaello godeva della piena fiducia della corte pontificia ed era impegnato in numerose commissioni, mentre Michelangelo aveva concluso pochi anni prima la volta della Cappella Sistina e manteneva un rapporto complesso ma centrale con il papato. Leonardo, invece, nonostante la sua fama, rimase relativamente ai margini delle grandi imprese artistiche promosse da Leone X.

Gli anni romani mostrano quindi anche un cambiamento generazionale. Leonardo rappresentava ormai il grande maestro che aveva aperto nuove strade nella pittura e nello studio della natura, mentre una nuova generazione stava dominando i grandi cantieri della Roma papale.

Perché Leonardo lasciò Roma?

Il soggiorno romano terminò nel 1516, anno in cui morì Giuliano de’ Medici, il principale protettore di Leonardo nella città. Poco dopo la sua morte, Leonardo accettò l’invito del re di Francia Francesco I e lasciò definitivamente l’Italia, trasferendosi ad Amboise insieme a Francesco Melzi. In Francia ricevette il titolo di primo pittore, architetto e meccanico del re e si stabilì al Clos Lucé, dove trascorse gli ultimi anni della sua vita fino alla morte, avvenuta nel 1519.

Roma rappresentò quindi una sorta di passaggio tra due fasi della sua vita. Non fu il luogo delle sue opere più celebri, ma gli anni trascorsi nel Belvedere Vaticano mostrano con particolare chiarezza il Leonardo maturo: un uomo che continuava a studiare anatomia, geometria, ottica, meccanica e fenomeni naturali anche quando la pittura aveva ormai smesso di essere il centro esclusivo della sua attività.

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