Sette luoghi meno turistici da scoprire a Roma, tra musei insoliti, archeologia, architetture sorprendenti e percorsi lontani dalle attrazioni più conosciute.
Oltre al Colosseo, ai Musei Vaticani e alla Fontana di Trevi, Roma offre moltissimi luoghi meno turistici che permettono di scoprire un volto diverso della città. Piccoli musei, collezioni d’arte, siti archeologici sotterranei e architetture insolite raccontano infatti aspetti della capitale che spesso sfuggono durante un primo viaggio. Si può osservare una statua romana accanto alle turbine di una vecchia centrale elettrica, entrare in una villa decorata con vetrate e civette, scoprire un’antica spezieria o passeggiare tra palazzi che mescolano Liberty, Medioevo e Art Déco. Non occorre necessariamente allontanarsi dal centro: a pochi passi da Piazza Navona si possono visitare antiche domus romane e, all’interno di Palazzo della Cancelleria, conoscere le invenzioni di Leonardo da Vinci e scendere fino a un sito archeologico di epoca romana. Ecco sette cose da fare a Roma per scoprire musei e luoghi meno conosciuti.
INDICE
- Centrale Montemartini: statue romane tra turbine e motori
- Galleria Spada e la prospettiva di Borromini
- Casina delle Civette: una villa fiabesca a Roma
- Antica Spezieria di Santa Maria della Scala
- Domus Romane di Palazzo Valentini: sotto la Roma moderna
- Quartiere Coppedè: una passeggiata in una Roma insolita
- Mostra di Leonardo da Vinci: macchine e archeologia nel centro di Roma
Centrale Montemartini: statue romane tra turbine e motori
Tra i musei meno conosciuti di Roma, la Centrale Montemartini è probabilmente uno dei più sorprendenti. La sede stessa racconta una parte importante della storia della città, dato che l’edificio sulla via Ostiense nacque come centrale per la produzione di energia elettrica e fu inaugurato nel 1912.
La sua trasformazione in spazio espositivo avvenne molti decenni dopo, quando nel 1997 alcune opere dei Musei Capitolini furono trasferite qui temporaneamente durante i lavori di ristrutturazione di alcuni ambienti del complesso del Campidoglio.
L’accostamento tra le collezioni archeologiche e i vecchi macchinari industriali risultò talmente efficace da diventare permanente e oggi nelle sale della centrale statue, mosaici e reperti dell’antica Roma convivono con turbine, motori e grandi macchinari. Questo contrasto rende particolare la visita, in cui da una parte si trovano testimonianze della città antica e dall’altra strutture in ferro di un impianto che racconta la trasformazione industriale della Roma del Novecento.
La Centrale Montemartini può essere quindi una buona alternativa per chi ama l’archeologia ma cerca qualcosa di diverso dai grandi musei del centro, oltre che un punto di partenza per esplorare il quartiere Ostiense.
A Roma con Leonardo
Tra le cose da fare a Roma aggiungi la Mostra di Leonardo
Galleria Spada e la prospettiva di Borromini
Nel cuore di Roma, a poca distanza da Campo de’ Fiori, si trova un museo che può facilmente passare inosservato tra le tante attrazioni del centro storico. Galleria Spada è ospitata nell’omonimo palazzo cinquecentesco e conserva la collezione d’arte riunita soprattutto dai cardinali Bernardino e Fabrizio Spada tra il Seicento e il Settecento. Nelle sue sale si incontrano dipinti, sculture e arredi storici, con opere di artisti come Guido Reni, Guercino, Orazio Gentileschi e Artemisia Gentileschi.
Il motivo per cui vale la pena inserirla in un itinerario nella Roma insolita, però, si trova nel cortile, dove Francesco Borromini realizzò nel Seicento la celebre Galleria Prospettica, un piccolo capolavoro di illusione ottica. Grazie alla progressiva riduzione dell’altezza della volta, alla pavimentazione che sale e alle colonne che diventano sempre più piccole, il corridoio sembra molto più lungo di quanto sia realmente. A contribuire all’inganno visivo, anche la statua collocata sul fondo che vista dall’ingresso appare di dimensioni normali, mentre in realtà è alta appena una sessantina di centimetri.
La visita è relativamente breve quindi è perfetta anche se si visita il centro storico della capitale in un weekend o durante soggiorni brevi.

Casina delle Civette: una villa fiabesca a Roma
Cambiando completamente atmosfera, all’interno di Villa Torlonia si trova la Casina delle Civette, uno degli edifici più originali di Roma. La sua storia iniziò nell’Ottocento, quando Giuseppe Jappelli progettò per il principe Alessandro Torlonia una Capanna Svizzera dall’aspetto rustico. Nei decenni successivi l’edificio fu profondamente trasformato fino ad assumere l’aspetto fantasioso che vediamo oggi e divenne la residenza del principe Giovanni Torlonia junior fino alla sua morte, nel 1938.
Torrette, logge, tetti spioventi, maioliche, ferri battuti e legni lavorati fanno sembrare la Casina una costruzione uscita da un racconto, ma sono soprattutto le vetrate artistiche a caratterizzarne gli interni. Fiori, animali e motivi geometrici compaiono nelle decorazioni, insieme alle numerose rappresentazioni di civette che finirono per dare all’edificio il suo nome attuale.
La visita è particolarmente interessante per chi ama il Liberty e le arti decorative, ma può piacere anche a chi semplicemente cerca un luogo molto diverso dall’immagine monumentale e classica normalmente associata a Roma. Vale inoltre la pena non limitarsi alla Casina: trovandosi all’interno di Villa Torlonia, la visita può essere abbinata a una passeggiata nel parco e agli altri edifici del complesso, trasformandola in una tappa di qualche ora lontano dalle zone più affollate del centro.
Antica Spezieria di Santa Maria della Scala
A Trastevere si trova l’Antica Spezieria di Santa Maria della Scala, nata all’interno del convento dei Carmelitani Scalzi. In origine i preparati medicinali erano destinati ai religiosi del convento, ma nel Seicento la spezieria venne aperta anche all’esterno e nel tempo acquistò una notevole fama, tanto da essere tradizionalmente ricordata come la “farmacia dei papi”.
Negli ambienti storici sono ancora conservati scaffali, vasi da farmacia, mortai, alambicchi e strumenti utilizzati per preparare gli antichi rimedi. Visitandoli è possibile immaginare concretamente come lavorava uno speziale nei secoli passati, quando erbe medicinali, resine, spezie e altre materie prime venivano lavorate direttamente nel laboratorio per ottenere preparazioni destinate alla cura.
Si tratta di un luogo decisamente particolare che però al momento è temporaneamente chiusa al pubblico per lavori di restauro. Prima di inserirla nel proprio itinerario è quindi necessario verificare l’eventuale riapertura e le nuove modalità di visita.
Domus Romane di Palazzo Valentini: sotto la Roma moderna
A Roma basta spesso scendere di pochi metri per ritrovarsi molti secoli indietro nel tempo, come accade in diversi sotterranei e sotto Palazzo Valentini, a poca distanza da Piazza Venezia e dai Fori Imperiali, dove gli scavi archeologici hanno riportato alla luce i resti di due grandi domus di età imperiale appartenute a famiglie romane di rango elevato.
Il percorso delle Domus Romane permette di osservare mosaici, pavimenti, pareti, ambienti termali e altre strutture antiche attraverso una visita che utilizza anche ricostruzioni e proiezioni multimediali per comprendere al meglio come erano costruite e vissute le domus.
Luci e immagini aiutano infatti a riconoscere gli spazi e a immaginare l’aspetto originario delle abitazioni, rendendo più leggibili resti archeologici che altrimenti potrebbero risultare difficili da interpretare.
Inoltre, la posizione è ottima perché una volta tornati in superficie ci si ritrova nel pieno della Roma monumentale, a pochi passi dalla Colonna Traiana, quindi si tratta di una tappa ideale per chi visita il centro storico e scoprire cosa si nasconde sotto la città moderna.
Quartiere Coppedè: una passeggiata in una Roma insolita
Tra via Salaria e via Nomentana si può passeggiare nel cosiddetto Quartiere Coppedè, che non è in realtà un vero quartiere, ma un complesso di 26 palazzine e 17 villini progettato da Gino Coppedè e realizzato tra il 1915 e il 1927.
La passeggiata comincia idealmente passando sotto il grande arco che unisce i Palazzi degli Ambasciatori, con un enorme lampadario in ferro battuto sospeso al centro. Poco più avanti si raggiunge Piazza Mincio con la Fontana delle Rane, circondata da edifici nei quali elementi Liberty e Art Déco si mescolano a riferimenti medievali, rinascimentali, barocchi e persino all’architettura dell’antica Grecia.
Tra quelli su cui vale la pena soffermarsi ci sono il Villino delle Fate, ricchissimo di decorazioni, e il Palazzo del Ragno, riconoscibile proprio per il grande ragno raffigurato sulla facciata.
Coppedè non richiede una visita lunga e può quindi essere abbinato ad altri luoghi della zona come la Casina delle Civette: i due luoghi permettono di costruire un piccolo itinerario dedicato alla Roma del primo Novecento e alle sue architetture più fantasiose, completamente diverso dalla classica passeggiata tra rovine romane e chiese barocche.

Mostra di Leonardo da Vinci: macchine e archeologia nel centro di Roma
Anche rimanendo nel cuore del centro storico è possibile scegliere una visita diversa dai grandi musei della capitale. A Palazzo della Cancelleria, a pochi passi da Campo de’ Fiori e Piazza Navona, la Mostra di Leonardo da Vinci propone un percorso dedicato alle invenzioni, agli studi e alle numerose passioni del genio rinascimentale.
La visita permette di osservare da vicino alcune macchine funzionanti realizzate sulla base dei progetti contenuti nei codici di Leonardo, così da scoprire i meccanismi e i principi studiati dall’artista. Il percorso permette inoltre di approfondire i diversi ambiti nei quali si concentrò la curiosità di Leonardo, dal volo alla meccanica, dall’anatomia alla botanica, mostrando il continuo rapporto tra arte, scienza e osservazione della natura.
La visita riserva però un’ulteriore sorpresa nei sotterranei di Palazzo della Cancelleria. Scendendo sotto il livello attuale della città si raggiunge infatti il sepolcro di Aulo Irzio, luogotenente di Giulio Cesare e console romano morto nella battaglia di Modena nel 43 a.C. Il monumento funerario, scoperto nel 1938, si trova in parte immerso nelle acque dell’antico Euripus, il canale che attraversava questa zona del Campo Marzio.
Nello stesso luogo è quindi possibile passare dalle invenzioni del Rinascimento a una testimonianza archeologica dell’antica Roma, nascosta sotto uno dei grandi palazzi del centro storico. Ed è forse proprio questa sovrapposizione a raccontare meglio il fascino dei luoghi meno turistici di Roma: anche a pochi passi dalle attrazioni visitate ogni giorno da migliaia di persone, basta scegliere una porta diversa o scendere qualche metro sotto terra per scoprire un’altra storia della città.
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