Dove si trova il celebre glicine di Leonardo, quando fiorisce e perché il suo legame con Leonardo da Vinci è ancora oggi oggetto di dibattito.
Il glicine di Leonardo si trova a Milano, in via Bernardino Verro, nell’antico quartiere di Morivione, oggi compreso nella zona Ripamonti. La grande pianta rampicante è diventata famosa per la leggenda secondo cui Leonardo da Vinci amava riposare e meditare sotto i suoi rami durante il soggiorno milanese. Il periodo migliore per vederla è la primavera, soprattutto tra aprile e maggio, quando si ricopre di profumati grappoli viola. Il legame con Leonardo, però, non è dimostrato: le specie di glicine asiatiche oggi diffuse nei giardini europei furono introdotte nel continente secoli dopo la morte dell’artista. La storia va quindi considerata una suggestiva tradizione locale, più che un fatto storico. Una visita può comunque diventare il punto di partenza per scoprire i luoghi leonardeschi di Milano, dal Cenacolo al Castello Sforzesco, e per approfondire le invenzioni del maestro attraverso la Mostra di Leonardo da Vinci a Roma.
INDICE
- Dove si trova il glicine di Leonardo
- Quando vedere il glicine in fiore
- È davvero il glicine di Leonardo?
- I luoghi di Leonardo da non perdere
Dove si trova il glicine di Leonardo
Il cosiddetto glicine di Leonardo si trova nella parte meridionale di Milano, in via Bernardino Verro 2, nel quartiere Scalo Romano, in zona Ripamonti. Questa zona oggi è pienamente inserita nel tessuto urbano, ma un tempo si trovava in aperta campagna, al di fuori delle mura cittadine e in un territorio caratterizzato dalla presenza di rogge, fontanili e corsi d’acqua.
La pianta cresce all’interno di un cortile e si sviluppa sulla facciata di un edificio, formando durante la fioritura una scenografica cascata di grappoli viola. Il glicine si trova quindi in una proprietà privata ma può essere osservato senza invadere gli spazi dei residenti.
Il portale turistico ufficiale della Regione Lombardia continua a indicarlo tra le curiosità da scoprire a Milano, presentandolo come uno degli esemplari più antichi d’Italia.
Intorno alla sua età circolano stime molto difficili da verificare, secondo le quali la pianta avrebbe più di settecento anni e radici estese per chilometri. Queste affermazioni fanno parte del racconto costruito nel tempo intorno al glicine, ma devono essere prese con le pinze, soprattutto perché entrano in contrasto con la storia della diffusione della pianta in Europa.
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Quando vedere il glicine in fiore
Il periodo migliore per vedere il glicine di Leonardo in fiore è generalmente compreso tra aprile e maggio, anche se il momento preciso può cambiare di anno in anno in base alle temperature e all’andamento della stagione. Il glicine è un albero che produce fiori raggruppati in lunghi grappoli profumati, solitamente nelle tonalità del lilla e del viola. In genere la pianta fiorisce in primavera, ma alcuni esemplari possono avere una seconda fioritura meno abbondante durante i mesi estivi.
Prima di raggiungere via Bernardino Verro per respirare il profumo dei fiori e fotografare la pianta è utile cercare segnalazioni o immagini recenti, poiché la fase più spettacolare della fioritura può durare poche settimane.
La visita può essere inserita in un itinerario più ampio nella parte meridionale di Milano, proseguendo verso il Naviglio Pavese e la Conca Fallata, opera idraulica costruita dopo la morte di Leonardo ma spesso associata ai suoi studi sull’acqua. Durante il soggiorno milanese il maestro infatti studiò canali, chiuse e sistemi per regolare il livello delle acque, contribuendo a costruire il sistema navigabile della città.
Per continuare un percorso dedicato a Leonardo si può poi raggiungere il centro di Milano, dove si trovano Santa Maria delle Grazie e il Cenacolo Vinciano. Un’altra tappa importante è il Castello Sforzesco, presso il quale Leonardo lavorò al servizio di Ludovico il Moro e dove realizzò la decorazione della Sala delle Asse. Dato che le diverse attrazioni sono distanti da Morivione, è meglio organizzare spostamenti con i mezzi pubblici anziché affrontare tutto il percorso a piedi.

È davvero il glicine di Leonardo?
Secondo la leggenda, Leonardo da Vinci frequentò la campagna di Morivione per studiare i corsi d’acqua e amava riposarsi all’ombra del grande glicine. In alcune versioni del racconto avrebbe meditato sotto i suoi rami insieme a Ludovico il Moro o avrebbe trovato proprio in questo luogo l’ispirazione per i suoi progetti idraulici. La storia è sicuramente affascinante, perfettamente coerente con l’immagine di Leonardo come osservatore instancabile della natura, ma è molto improbabile che Leonardo abbia davvero visto quel glicine durante il suo soggiorno milanese.
Il dubbio principale è di carattere botanico: Leonardo visse tra il 1452 e il 1519, mentre i glicini ornamentali più comuni nei giardini europei provengono dall’Asia orientale e iniziarono a diffondersi in Europa solo molti secoli dopo. La Wisteria sinensis, originaria della Cina, non poteva quindi crescere in un cortile milanese all’epoca di Leonardo. Di conseguenza, anche l’età attribuita alla pianta potrebbe non corrispondere a quella reale.
È possibile che il racconto derivi dalla presenza nella zona di un’altra pianta, successivamente sostituita o confusa con il glicine attuale, oppure che l’associazione con Leonardo sia nata semplicemente dalla vicinanza con aree interessate dagli studi sulle acque milanesi.
Senza testimonianze documentarie non è possibile sapere con certezza se il genio rinascimentale abbia davvero riposato e meditato godendo del profumo inebriante dei fiori di questa pianta, ma questa storia dimostra ancora una volta come la figura di Leonardo sia in grado di generare racconti, leggende e curiosità a più di cinque secoli dalla sua morte. Visitare il glicine può diventare così un’occasione per interrogarsi sul modo in cui nascono le tradizioni locali e sull’importanza di distinguere il fascino di una storia dalle informazioni effettivamente documentate.

I luoghi di Leonardo da non perdere
Per conoscere il rapporto autentico tra Leonardo da Vinci e Milano bisogna partire dai luoghi nei quali la sua presenza è storicamente documentata. Il più celebre è il refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie, che conserva l’Ultima Cena, realizzata tra la fine del Quattrocento e i primi anni del Cinquecento. La visita al Cenacolo deve essere prenotata in anticipo, poiché gli ingressi sono contingentati per proteggere l’opera.
Al Castello Sforzesco si può invece entrare negli ambienti della corte presso la quale Leonardo lavorò come artista, progettista e organizzatore di feste. La Sala delle Asse conserva la decorazione dipinta con un intreccio di rami, foglie e nodi, un’opera che testimonia quanto l’osservazione del mondo vegetale fosse centrale nella sua ricerca. Anche la Pinacoteca Ambrosiana rappresenta una tappa fondamentale, poiché custodisce il Codice Atlantico, la più ampia raccolta di disegni e scritti leonardeschi.
Chi sta organizzando un itinerario in Italia alla scoperta della vita e opere di Leonardo non può mancare una visita a Roma per proseguire il percordo da Milano fino alla Mostra di Leonardo da Vinci ospitata a Palazzo della Cancelleria, vicino a Campo de’ Fiori.
Questa mostra permanente permette di conoscere e approfondire le invenzioni, gli studi scientifici e il metodo di lavoro di Leonardo attraverso ricostruzioni delle macchine tratte dai suoi codici, riproduzioni delle opere e modelli interattivi così che si possa incontrare non il solo il personaggio tramandato dalle leggende, ma osservare concretamente come Leonardo trasformava lo studio della natura, del movimento e della meccanica in progetti ingegnosi.
Dal glicine di Milano alla Sala delle Asse, dal Cenacolo ai disegni dei codici, i luoghi legati a Leonardo raccontano storie molto diverse, alcune sostenute da opere e documenti, altre appartenenti alla tradizione popolare e conoscerle entrambe consente di cogliere l’importanza storica del maestro, ma anche la straordinaria forza che la sua figura continua ad avere nell’immaginario collettivo.
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