Oggi vi parliamo delle macchine belliche realizzate dal genio Leonardo Da Vinci. Leonardo progettò macchine belliche, soprattutto nei primi anni del suo soggiorno a Milano (all’incirca tra il 1483 ed il 1490) e quando rientrò a Firenze verso il 1502-1504. Nonostante si fosse dedicato con assiduità e ardore all’attività di progettazione bellica, Leonardo era un uomo assolutamente contrario alla violenza e dedito alla pace; probabilmente vi si dedicò soltanto per far colpo sui signori del tempo e trovare quindi opportunità di lavoro, come ad esempio alla corte di Ludovico il Moro, signore del Ducato di Milano

In una famosa lettera, infatti, Leonardo gli elencò le sue doti e noi vi riportiamo la parte più significativa del testo : “Ho modi de ponti leggerissimi e forti, e acti ad portare facilissimamente, et cum quelli seguire, e alcuna volta fuggire li nemici, e altri securi e inoffensibile da foco e battaglia, facili e commodi da levare e ponere. Et modi de arder e disfare quelli de l’inimico”. In queste frasi Leonardo spiegò come poteva dare la possibilità ad un intero esercito di muoversi velocemente sia per un eventuale attacco sia per la difesa. Inoltre spiegava come  l’esercito poteva difendersi e annientare il fuoco nemico.

Leonardo superò le tradizioni che lo avevano preceduto, sia per migliore qualità del disegno sia per le innovative formule di presentazione del progetto. Non solo riuscì a rappresentare la macchina, ma anche il movimento delle figure umane al suo interno. Leonardo riusciva anche a disegnare i terribili carri falcianti, la rappresentazione macchinale si trasformava in una immagine drammatica che enfatizzava le terribili ferite che l’arma sarebbe stata in grado di infliggere: scene di corpi umani straziati ridotti in brandelli e l’annotazione che questi carri “spesso fecero non men danno alli amici che alli nemici”. Alcune macchine progettate da Leonardo, nella prima fase della sua carriera, ebbero un carattere più pratico, semplice e di immediata realizzazione come i progetti di ponti smontabili o girevoli da utilizzare per veloci operazioni di superamento di corsi d’acqua o le varie forme di scale per assediare una fortezza.

I progetti successivi divennero, invece, più rigorosi e si concentrarono sul problema fondamentale della strategia militare dell’epoca. Furono realizzati alcuni progetti di fortezze, le cui forme avevano lo scopo di ridurre al minimo l’impatto delle artiglierie ( pareti dal profilo incurvato in modo da ammortizzare i colpi). Sempre a questo periodo risale l’invenzione di un sistema di artiglieria rotante costituito da ben 16 bocche di fuoco collocate sulla stessa piattaforma. Lo scopo della copertura massima dello spazio è fondamentale in questo progetto, così come è al centro di alcuni studi balistici nei quali Leonardo studiò un sistema di difesa di una piazzaforte. Sorprendente è la perizia, con cui delineò la pioggia di proiettili, descrivendo in modo accurato le traiettorie paraboliche tracciate da una fitta trama di linee, con la sicurezza di chi dedicò al tema un’attenzione notevole per aumentare la precisione del tiro e la forza distruttiva. Leonardo tentò di migliorare le bombarde ancora molto rudimentali: studiò la fusione, il caricamento, l’accensione ed il raffreddamento, oltre ad accrescerne il volume di fuoco e la rapidità del tiro.

Oggi vi parliamo in particolare del carro armato (di cui vi mostriamo un breve video), risalente al medioevo, che Leonardo riscoprì, modificò e superò: “farò carri coperti, securi, inoffensibili, e quali intrando intra li nimici con le sue artiglierie, non è sì grande moltitudine di gente d’arme che non rompessimo. E dietro a questi potranno seguire fanterie assai illese e senza alcuno impedimento”. Un meccanismo molto semplice: gli uomini al suo interno azionavano le manovelle centrali e le ruote dentate iniziavano a girare. Il carro, una volta partito (preferibilmente su un terreno liscio) avrebbe proseguito più facilmente la sua corsa.

Pensò anche di utilizzare dei cavalli al posto degli uomini ma la possibilità che si imbizzarrissero, chiusi in uno spazio limitato, doveva essere dissuaso. Dopo la lunga attività svolta a Milano, la fama di Leonardo fu così grande che nel 1502 fu assunto da Cesare Borgia come ingegnere ed architetto militare.