Il Palazzo della Cancelleria è uno dei più importanti edifici rinascimentali di Roma e conserva un cortile attribuito a Bramante, affreschi di Vasari e testimonianze archeologiche dell’antica città.
Il Palazzo della Cancelleria a Roma si trova nell’omonima piazza, a pochi passi da Campo de’ Fiori, ed è uno dei più importanti esempi di architettura rinascimentale della città. Costruito tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento per il cardinale Raffaele Riario, è famoso soprattutto per la facciata in travertino, il cortile attribuito a Bramante e le sale decorate da artisti come Giorgio Vasari. All’interno del complesso si trova anche la Basilica di San Lorenzo in Damaso, mentre nei sotterranei è conservato il sepolcro romano di Aulo Irzio, risalente al I secolo a.C che può essere visitato attraverso la Mostra di Leonardo da Vinci, ospitata al piano terra. Il palazzo appartiene alla Santa Sede, gode di extraterritorialità e non tutte le sale sono sempre aperte al pubblico. L’architettura esterna può essere ammirata in qualsiasi momento, ma per visitare il Palazzo all’interno occorre informarsi preventivamente.
INDICE
- Palazzo della Cancelleria: storia di uno dei grandi palazzi del Rinascimento romano
- L’architettura del Palazzo della Cancelleria e il cortile del Bramante
- Cosa vedere all’interno del Palazzo della Cancelleria: affreschi, sotterranei e mostre
- Come visitare Palazzo della Cancelleria a Roma
Palazzo della Cancelleria: storia di uno dei grandi palazzi del Rinascimento romano
Il Palazzo della Cancelleria si trova nel centro storico di Roma, tra Campo de’ Fiori e corso Vittorio Emanuele II e, oltre a essere considerato uno dei primi grandi esempi di palazzo rinascimentale costruito nella Capitale, ha la particolarità di appartenere alla Santa Sede e godere quindi del regime di extraterritorialità previsto dai Patti Lateranensi del 1929, anche se si trova sul territorio italiano.
La sua realizzazione iniziò intorno al 1485 grazie alla volontà del cardinale Raffaele Riario, nipote di papa Sisto IV, che desiderava una residenza prestigiosa, capace di rappresentare la ricchezza e il potere della propria famiglia.
Raffaele Riario non riuscì però a mantenere a lungo la sua residenza al Palazzo, perché nel 1517 fu coinvolto nelle accuse relative a una congiura contro papa Leone X e il palazzo venne confiscato, diventando la sede della Cancelleria Apostolica, l’istituzione pontificia da cui deriva il nome con cui è conosciuto ancora oggi.
La costruzione durò diversi decenni durante il pontificato di Giulio e vide l’utilizzo di materiali provenienti da monumenti dell’antica Roma, tra cui il Colosseo e il vicino Teatro di Pompeo e si concluse nei primi anni del Cinquecento. Il risultato fu un palazzo monumetale ispirato agli edifici dell’antichità classica che inglobò l’antica chiesa di San Lorenzo in Damaso, ricostruita all’interno del complesso.
Nei secoli successivi l’edificio divenne sede di uffici e istituzioni della Santa Sede con funzioni religiose e amministrative e ancora oggi al suo interno vi sono organismi giudiziari ecclesiastici, tra cui il Tribunale della Rota Romana.
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L’architettura del Palazzo della Cancelleria e il cortile del Bramante
L’architettura rinascimentale romana del Palazzo della Cancelleria si riconosce già osservando la facciata principale, caratterizzata da un lungo rivestimento in travertino, finestre disposte in modo regolare e proporzioni equilibrate.
Rispetto ai palazzi medievali, spesso caratterizzati da strutture irregolari e dall’aspetto fortificato, la Cancelleria presenta infatti una facciata ordinata, nella quale gli elementi architettonici sono distribuiti secondo un progetto unitario. La posizione del portale principale è decentrata rispetto alla facciata e contribuisce a rendere riconoscibile la particolare organizzazione dell’edificio.
All’interno del Palazzo si trova il cortile del Bramante, uno spazio rettangolare raggiungibile attraverso il grande ingresso monumentale, caratterizzato da portici disposti su tre livelli con colonne, pilastri e archi che creano un insieme armonioso ispirato ai modelli dell’architettura classica.
Il cortile è tradizionalmente attribuito a Donato Bramante, uno dei maggiori architetti del Rinascimento, attivo anche nella progettazione del Tempietto di San Pietro in Montorio e della nuova Basilica di San Pietro. Gli studiosi concordano generalmente sul suo ruolo nell’ideazione del cortile, mentre l’attribuzione dell’intero Palazzo della Cancelleria a Bramante rimane una questione più complessa, perché la costruzione coinvolse diverse fasi e probabilmente più architetti.
Un’altra particolarità del complesso è la presenza della Basilica di San Lorenzo in Damaso, la cui storia risale al IV secolo. L’antica chiesa fu ricostruita durante i lavori rinascimentali e incorporata nel palazzo, tanto che dall’esterno non presenta una facciata autonoma facilmente riconoscibile.
La presenza della basilica, insieme al cortile e alle grandi sale di rappresentanza, rende il Palazzo della Cancelleria un esempio particolarmente interessante di come l’architettura del Rinascimento riuscisse a riunire nello stesso edificio funzioni residenziali, religiose e istituzionali.

Cosa vedere all’interno del Palazzo della Cancelleria: affreschi, sotterranei e mostre
Oltre alla facciata e al cortile, il Palazzo della Cancelleria conserva importanti ambienti monumentali che sono stati decorati nel corso dei secoli da alcuni dei principali artisti attivi a Roma.
Tra gli ambienti più conosciuti si trova il Salone dei Cento Giorni, il cui nome deriva dalla rapidità con cui venne realizzata la decorazione che fu completata appunto in cento giorni. Il salone fu decorato nel 1546 da Giorgio Vasari con l’aiuto dei suoi collaboratori con affreschi commissionati dal cardinale Alessandro Farnese che celebrano episodi e allegorie legati al pontificato di Paolo III Farnese.
Il palazzo conserva anche la grande Sala Riaria, utilizzata storicamente per ricevimenti e funzioni ufficiali, e altri ambienti decorati come la Cappella del Pallio con opere di Francesco Salviati e il Salone di Studio, la cui volta presenta affreschi attribuiti a Perin del Vaga.
Molte di queste sale, però, sono utilizzate per attività istituzionali e non sono normalmente accessibili ai visitatori senza particolari occasioni o visite organizzate.
Una parte particolarmente interessante della visita riguarda poi sotterranei del Palazzo della Cancelleria, dove sono conservate testimonianze archeologiche risalenti alla Roma antica. Tra queste spicca il sepolcro di Aulo Irzio, scoperto nel 1938 e oggi in gran parte sommerso dall’acqua.
Aulo Irzio fu un generale e collaboratore di Giulio Cesare, diventato console nel 43 a.C. e morto nello stesso anno durante la guerra contro Marco Antonio. Dopo la sua morte, il Senato romano decretò la costruzione di un monumento funerario pubblico in suo onore. Alcuni cippi rinvenuti nell’area riportano il suo nome e permettono di collegare il sepolcro al personaggio storico.
La presenza dell’acqua è legata all’Euripus, un antico canale che attraversava il Campo Marzio e contribuiva al deflusso delle acque verso il Tevere. Le trasformazioni urbanistiche della zona, e in particolare la costruzione dei muraglioni lungo il fiume alla fine dell’Ottocento, modificarono il sistema di drenaggio, favorendo il ristagno delle acque nei livelli sotterranei.
Il sepolcro si trova lungo il percorso collegato alla Mostra di Leonardo da Vinci, un’esposizione permanente ospitata nelle sale al piano terra del palazzo. La mostra presenta ricostruzioni funzionanti delle macchine e delle invenzioni di Leonardo, realizzate a partire dai disegni dei suoi codici, e permette di approfondire diversi aspetti del suo lavoro scientifico e tecnologico.

Come visitare Palazzo della Cancelleria a Roma
Il Palazzo della Cancelleria si trova in Piazza della Cancelleria 1, nel centro storico di Roma, a pochi minuti a piedi da Campo de’ Fiori e non lontano da piazza Navona, una posizione comoda per itinerari dedicati ai palazzi e ai monumenti del Rinascimento romano.
La facciata monumentale si può ammirare liberamente dalla piazza osservando il rivestimento in travertino, la disposizione delle finestre e gli elementi decorativi, mentre per gli ambienti interni bisogna tenere conto che Il Palazzo della Cancelleria non è un museo interamente aperto al pubblico. Molte sale del piano nobile sono infatti ancora utilizzate per attività istituzionali e possono essere visitate solo in particolari occasioni o attraverso iniziative organizzate quindi se si vuole vedere il Salone dei Cento Giorni e gli altri ambienti monumentali bisogna verificare preventivamente la disponibilità di visite guidate o aperture straordinarie.
La Basilica di San Lorenzo in Damaso ha invece un proprio accesso e può essere visitata secondo gli orari e le esigenze delle attività religiose.
La Mostra di Leonardo da Vinci, invece, ha un ingresso dedicato, è aperta al pubblico con biglietto e prevede un percorso che comprende anche il collegamento con il sepolcro di Aulo Irzio nei sotterranei, offrendo la possibilità di conoscere sia le invenzioni dell’artista sia una parte della storia archeologica dell’edificio.
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