5 curiosità sui sotterranei di Roma che probabilmente non conosci
Agosto 19, 2026

Un viaggio nei luoghi sotterranei nascosti di Roma tra basiliche, antiche domus, catacombe, acquedotti e reperti archeologici.

Cosa si nasconde sotto le strade, le piazze e gli edifici di Roma? La città che vediamo oggi in superficie si è sviluppata nel corso di secoli sopra quella antica inglobando templi, abitazioni, luoghi di culto, necropoli e infrastrutture che in alcuni casi si trovano diversi metri sotto l’attuale livello stradale. Le cause di questa stratificazione sono numerose: edifici abbandonati o distrutti sono stati utilizzati come fondamenta per nuove costruzioni, mentre alluvioni, incendi, detriti e trasformazioni urbanistiche hanno progressivamente modificato il terreno. Scendere nei sotterranei di Roma significa dunque attraversare epoche differenti e osservare la storia della città da una prospettiva decisamente insolita. Sotto una basilica si può trovare una chiesa più antica, dietro la Fontana di Trevi si conservano gli ambienti di una domus romana e nel sottosuolo continuano a scorrere le acque di un acquedotto costruito oltre duemila anni fa. Ecco cinque curiosità sulla Roma sotterranea e sui luoghi nei quali è possibile scoprirla.

INDICE

Una basilica sotto un’altra basilica

A poca distanza dal Colosseo, sorge la Basilica di San Clemente, la cui visita è una sorta di viaggio nel tempo tra secoli di storia in pochi metri, passando dalla Roma imperiale alla diffusione del cristianesimo e poi alla città medievale.

La Basilica risale infatti al Medioevo ma sotto di essa si conserva una basilica più antica costruita nel IV secolo e rimasta in uso fino alla fine dell’XI secolo. Entrando nel complesso archeologico si passa quindi dalla chiesa attuale a quella paleocristiana, dove sono ancora visibili colonne, ambienti e affreschi medievali realizzati tra l’VIII e l’XI secolo.

Il viaggio non finisce qui, perché continuando a scendere si raggiunge un livello ancora più antico, formato da edifici di epoca romana, tra i quali si trovano una struttura residenziale e un edificio nel quale, in un periodo successivo, venne realizzato un mitreo, cioè un luogo dedicato al culto di Mitra. Questo culto misterico, diffuso nell’Impero romano soprattutto tra il I e il IV secolo, prevedeva rituali riservati agli iniziati e veniva spesso celebrato in ambienti sotterranei o poco illuminati.

Si tratta di un esempio perfetto per capire la stratificazione della città in cuo ogni livello è costruito utilizzando in parte le strutture precendenti, trasformandole e adattandole alle nuove esigenze. In questo caso, gli edifici romani divennero le fondamenta della basilica paleocristiana e quest’ultima a sua volta rimase sepolta sotto la chiesa medievale.

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L’antica domus romana sotto la Fontana di Trevi

Ogni giorno migliaia di persone raggiungono la Fontana di Trevi e in tanti praticano il rito del lancio di una o più monete, rito che assicurerebbe il ritorno a Roma o l’inizio di un nuovo amore. Non tutti però sanno che sotto gli edifici del quartiere si trova un’area archeologica conosciuta come Vicus Caprarius – la Città dell’Acqua. Il sito venne scoperto durante i lavori di ristrutturazione dell’ex Cinema Trevi e conserva strutture che permettono di ricostruire una parte dell’antico tessuto urbano sviluppatosi in questa zona del Campo Marzio.

Scendendo diversi metri sotto l’attuale piano stradale si incontrano i resti di una grande abitazione di epoca imperiale i cui ambienti vennero modificati più volte nel corso dei secoli, seguendo le trasformazioni della città e le diverse esigenze dei suoi abitanti. Il percorso comprende murature, pavimenti e reperti rinvenuti durante gli scavi, tra cui monete, decorazioni, frammenti marmorei e oggetti utilizzati nella vita quotidiana, elementi che portano a immaginare la vita delle persone che abitavano il quartiere nell’antichità.

Il legame con l’acqua è dato dalla presenza all’interno dell’area di un castellum aquae, una cisterna utilizzata per raccogliere e distribuire l’acqua proveniente dall’Acquedotto Vergine. L’acqua ha influenzato pesantemente la storia e lo sviluppo di questa zona di Roma e continua ancora oggi a essere presente nel sito, contribuendo a creare l’atmosfera particolare degli ambienti sotterranei.

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Lalupa, via Wikimedia Commons – CC BY-SA 3.0.

Il sepolcro di Aulo Irzio

Nei sotterranei di Palazzo della Cancelleria si conserva un luogo archeologico poco conosciuto anche da chi ha già visitato più volte il centro di Roma: il sepolcro di Aulo Irzio. Console romano e collaboratore di Giulio Cesare, Irzio partecipò alle vicende politiche e militari degli ultimi anni della Repubblica.

Dopo l’assassinio di Cesare combatté contro Marco Antonio e morì nel 43 a.C. durante la battaglia di Modena insieme all’altro console Gaio Vibio Pansa e il Senato decise di onorare i due consoli con funerali pubblici e monumenti funebri nel Campo Marzio.

Il sepolcro attribuito ad Aulo Irzio venne scoperto nel 1938 durante i lavori eseguiti sotto Palazzo della Cancelleria e la sua posizione testimonia quanto sia cambiato il livello della città: una struttura che in origine si trovava in un’area aperta lungo una delle antiche vie del Campo Marzio è oggi inglobata nei sotterranei di un palazzo rinascimentale.

A rendere ancora più suggestivo il sito è, ancora una volta, la presenza dell’acqua. Il monumento è infatti in gran parte sommerso dalle acque dell’antico Euripus, un canale che attraversava il Campo Marzio e contribuiva al sistema idrico della zona prima di raggiungere il Tevere. Il livello dell’acqua permette di osservare soltanto una parte della struttura, creando un paesaggio sotterraneo insolito nel cuore della città.

Il sepolcro è visibile alla fine del percorso della Mostra di Leonardo da Vinci, ospitata proprio all’interno di Palazzo della Cancelleria, a pochi passi da Campo de’ Fiori e piazza Navona. La mostra consente quindi di unire due esperienze apparentemente molto distanti, che vede da una parte le macchine, gli studi e le invenzioni ricostruite a partire dai codici di Leonardo e, dall’altra, un monumento funerario risalente agli ultimi anni della Repubblica romana.

Roma sotterranea Sepolcro Aulo Irzio
Roma sotterranea Sepolcro Aulo Irzio

Le catacombe sotterranee

Le catacombe romane vengono spesso immaginate come passaggi segreti utilizzati dai primi cristiani per nascondersi ma, più che labirinti misteriosi, questi luoghi sono grandi archivi sotterranei della comunità cristiana antica, nei quali iscrizioni, sepolture e immagini raccontano il rapporto con la morte, la memoria e la speranza nella resurrezione.

Le catacombe, infatti, nacquero principalmente come luoghi di sepoltura e rappresentano complessi funerari sotterranei formati da gallerie scavate soprattutto nel tufo, lungo le cui pareti venivano ricavati i loculi destinati a ospitare i defunti. Dato che la legge romana vietava le sepolture all’interno delle mura cittadine, le catacombe si svilupparono lungo le principali vie consolari che uscivano da Roma.

Alcune tombe appartenevano a famiglie o comunità, mentre cubicoli e cripte potevano essere decorati con affreschi, iscrizioni e simboli. Le immagini del Buon Pastore, del pesce, dell’ancora e delle scene tratte dalle Scritture permettono di osservare lo sviluppo delle prime forme di arte cristiana. Nelle Catacombe di Priscilla, ad esempio, si conserva una delle più antiche raffigurazioni della Vergine con il Bambino, datata alla prima metà del III secolo.

Tra i complessi più noti troviamo le Catacombe di San Callisto, sorte a partire dal II secolo lungo la via Appia Antica e considerate tra le più importanti di Roma. Al loro interno furono sepolti numerosi martiri e diversi pontefici, tanto che una delle aree è conosciuta come Cripta dei Papi. Anche le Catacombe di Domitilla si distinguono per l’estensione delle gallerie e per la presenza della basilica sotterranea dedicata ai martiri Nereo e Achilleo, mentre quelle di Priscilla conservano pitture particolarmente importanti per la storia dell’arte paleocristiana.

Non tutte le catacombe sono accessibili e le visite ai complessi aperti al pubblico avvengono generalmente lungo percorsi stabiliti, spesso accompagnati da una guida.

Gli acquedotti romani sotto la città

Buona parte dei percorsi idrici nella Roma antica correva sottoterra per proteggere l’acqua dalle contaminazioni, limitare l’evaporazione e mantenere più facilmente la pendenza necessaria a farla scorrere. In superficie venivano poi costruite arcate, molte ancora oggi ben visibili, utili per superare vallate o mantenere il condotto alla giusta altezza in prossimità della città.

Uno degli esempi più interessanti è l’Acquedotto Vergine, costruito nel 19 a.C. per volontà di Marco Vipsanio Agrippa, genero e collaboratore dell’imperatore Augusto. L’acquedotto era destinato ad alimentare le terme di Agrippa nel Campo Marzio e percorreva per gran parte del suo tracciato un canale sotterraneo. Entrava nell’area urbana nei pressi del Muro Torto e proseguiva verso il centro, dove alcuni tratti antichi sono ancora visibili, come quello conservato in via del Nazareno; anche se il sistema è stato restaurato e modificato più volte nel corso dei secoli, il suo percorso conserva una continuità unica con l’infrastruttura realizzata in età romana.

La curiosità più sorprendente è che l’Acqua Vergine continua ancora oggi ad alimentare alcune delle fontane più famose di Roma. La Fontana di Trevi costituisce la mostra terminale monumentale dell’acquedotto, mentre la stessa acqua raggiunge anche altre fontane del centro storico.

L’Acquedotto Vergine collega inoltre idealmente diversi luoghi della Roma sotterranea perché le sue acque compaiono nel castellum aquae del Vicus Caprarius, scorrono dietro il celebre scenario della Fontana di Trevi e continuano a percorrere condotti nascosti sotto le strade della città.

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