La Sala dei Cento Giorni

Leonardo da Vinci ha rappresentato e rappresenta tutt’oggi una personalità straordinaria ed irripetibile. E’ il Genio Universale, pittore, scultore, architetto, scienziato, inventore, sperimentatore e precursore di molte scoperte successive. Nato a Vinci nel 1452 e morto in Francia, ad Amboise, nel 1519, Leonardo è l’immagine più limpida e completa dello spirito rinascimentale.

E sede della Mostra romana dedicata a questo vero Uomo del Rinascimento non poteva che essere il Palazzo della Cancelleria, situato in piazza della Cancelleria, a pochi passi da Campo de’ Fiori. La sede storica della Cancelleria Apostolica, che ancora oggi accoglie i tribunali della Santa Sede (la Penitenzieria Apostolica, la Segnatura Apostolica e la Rota Romana) è stata infatti progettata e realizzata tra il 1486 e il 1496 e costituisce il primo esempio romano di palazzo costruito ex novo in pieno stile rinascimentale. Inoltre, la Mostra al suo interno conserva nei sotterranei parte della falda acquifera che scorreva un tempo in questa zona con i resti del sepolcro di Aulo Irzio del 43 a.C.

La ricostruzione dell’edificio, dopo la decadenza del Medioevo, venne effettuata ai tempi del cardinale Raffaele Riario alla fine del 1400 (da qui la denominazione della più grande sala del Palazzo “Sala Riaria”.

Mentre la maggior parte della decorazione esistente fu commissionata dal cardinale Alessandro Farnese (1538-1589) nipote del Papa Paolo III Farnese, un uomo colto intorno al quale ruotava una cerchia di artisti, letterati e uomini illustri dell’epoca. 

La sala dei Cento Giorni

Tra questi vi era Giorgio Vasari, esecutore insieme ai ragazzi della sua bottega, nel 1546, degli splendidi affreschi presenti nella sala dei Cento Giorni, un salone di rappresentanza dell’appartamento cardinalizio. È la seconda sala più grande del Palazzo. Il cardinale Farnese dettò al Vasari i tempi e le modalità di esecuzione. Doveva essere finito tutto in poco tempo (probabilmente per un matrimonio imminente di un membro della famiglia) e doveva essere eseguito ad “affresco”.

Gli affreschi rappresentano 4 grandi scene che narrano alcuni episodi salienti del papato di Paolo III Farnese. Le immagini celebrano proprio l’attività di questo grande Papa raffigurato come sovrano ideale e la centralità del Vaticano e del potere materiale e spirituale di questo Papa della Controriforma.

Lo stile è manierista caratterizzato quindi da perizia disegnativa, composizioni prospettiche, figure serpentinate, rapidità di esecuzione, effetti innaturali ma raffinati, varietà di sguardi, espressioni e pose, colori innaturali…

Tutto magistralmente eseguito con grandi effetti illusionistici. Sono messi in comunicazione lo spazio reale dello spettatore con lo spazio dipinto delle scene.

La sala dei Cento Giorni

Tutto questo in soli 100 giorni !!! Da qui l’appellativo alla sala.

Alla Mostra “Leonardo da Vinci – Il genio e le invenzioni” si accede entrando al palazzo dal grande portone centrale, aggiunto alla struttura nel XVI secolo da Domenico Fontana, e attraversando tutto il cortile interno che porta la firma di Donato Bramante. L’ingresso del Museo si trova sotto lo splendido porticato dell’architetto marchigiano, considerato uno dei più eleganti mai costruiti, grazie anche alle suggestive grandi colonne color porpora di origine egizia.

Una cornice unica che ci accompagna e ci introduce nel migliore dei modi alla scoperta dell’universo creativo e del genio di Leonardo da Vinci.

Qui di seguito, potrete fare un breve tour al Palazzo della Cancelleria. Buona visione!