Oggi dedichiamo il nostro appuntamento settimanale del blog sul “Grande Genio” allo studio del corpo umano, più precisamente al suo organo primario: il cuore. 

Perché abbiamo deciso di parlare del cuore? Perché, troppo spesso, quando si parla di questo organo si danno per scontate alcune cose che, in realtà, nessuno è ancora riuscito a spiegare.

Ci riferiamo alla conformazione di quest’organo, soprattutto alla sua parte interna che, grazie a un grande intrico di tessuto connettivo, risulta essere estremamente rugosa. 

E indovinate chi fu il primo a notarlo? Leonardo da Vinci ovviamente. 

Ma se Leonardo è stato il primo a notare questa peculiare caratteristica del cuore, nessuno fino ad oggi è davvero riuscito a spiegarne il perché. 

Nel corso degli anni, infatti, si sono succedute numerose ipotesi. Tra le più accertate c’è quella che vede nelle trabecole cardiache dei rinforzi, delle pieghe che servono a nutrire meglio i muscoli e/o a condurre gli impulsi elettrici in modo più efficiente. 

Ma solo oggi, possiamo dire che per la prima volta un gruppo di studiosi ha provato a fornire delle risposte scientifiche più chiare e dettagliate. Uno studio recente del London Institute of Medical Sciences, infatti, grazie alla riproduzione digitale di un modello cardiaco, prima liscio e poi man mano sempre più rugoso, è riuscito a comprendere come scorre il sangue al suo interno.

Il risultato di questa ricerca è riuscito a dimostrare che la rugosità del cuore consente al sangue di fruire meglio, evitando maggiormente dei blocchi negli arti e nei ventricoli.

Una scoperta straordinaria che, ancora una volta, discende dal Grande Genio che, in parte, aveva già intuito il tutto scoprendo per primo la conformità dell’organo più importante nel corpo umano.