Dopo più di 500 anni dalla sua morte, Leonardo da Vinci continua a stupirci e a far parlare di sé. Gli studi sui suoi lavori, sui suoi disegni e sui suoi scritti continuano infatti a rivelarci qualcosa di nuovo. Il genio dell’artista toscano, insomma, è ancora oggi fonte di numerose sorprese.

Ne è una prova l’ultima scoperta a cui si è giunti grazie al lavoro di alcuni ricercatori dell’Università di Pisa e dell’Università di San Diego. Una scoperta legata alla balena descritta da Leonardo nel Codex Arundel, l’imponente raccolta di manoscritti autografi conservata presso la British Library di Londra. Quella che fino ad oggi è sembrata a tutti la descrizione di un mostro marino, è in realtà, secondo gli ultimi risultati ottenuti dagli studiosi, un testo riguardante un vero fossile di cetaceo. Nessuna fantasticheria quindi, niente a che fare con uno scritto di invenzione o di poesia.

L’analisi suggerisce che le riflessioni di Leonardo sulla geologia e, in particolare, sui fossili – si legge nello studio – potrebbero essere state ancora più ampie, includendo anche i vertebrati marini. Leonardo si dimostra anche precursore della paleontologia dei vertebrati, oltre 300 anni prima di George Cuvier, il grande naturalista francese padre di questa disciplina”.

Lo studio, intitolato “On Leonardo and a fossil whale: a reappraisal with implications for the early history of palaeontology“, è stato pubblicato sulla rivista scientifica «Historical Biology» e presenta una nuova approfondita lettura del testo leonardiano che, nonostante fosse caratterizzato da frasi incomplete e tantissime correzioni, riesce a comunque a rivelare le varie fasi dei mutamenti geologici del territorio toscano.

Esistono molte indicazioni – ha dichiarato Alberto Collareta, paleontologo dell’Università di Pisa – che suggeriscono che il giovane Leonardo abbia davvero osservato una balena fossile e che questo avvenimento abbia significativamente indirizzato la sua riflessione paleontologica e geoscientifica in un senso straordinariamente moderno”.

Grazie a questa ricerca, che attesta le parole di Leonardo come la più antica descrizione ad oggi nota di un reperto paleontologico, d’ora in poi sarà dunque riduttivo parlare dell’autore della Gioconda come pittore, scultore, architetto, inventore, ingegnere, disegnatore, anatomista e filosofo. Leonardo fu anche uno dei precursori della moderna geologia. E chissà quante altre sorprese ci riserverà per il futuro….