Oggi vi parliamo di una delle stanze più apprezzate della nostra Mostra: la camera degli specchi.

Dovete sapere che nell’antichità gli specchi erano formati da semplici lastre di metallo lucide. A Venezia, nel XIV secolo furono realizzati degli specchi attraverso un procedimento più  macchinoso ed elaborato: venivano uniti al vetro dei sottili strati di stagno immersi in un bagno di mercurio e pressati per fare in modo che i vari strati fossero ben aderiti l’uno all’altro. Con questo metodo così complesso i costi degli specchi erano molto elevati e diventavano così dei beni di lusso. Il costo calò nel XIX secolo per merito dell’argentatura, ossia l’uso dell’ammoniaca e acido tartico, fissati sul vetro grazie ai nitrati d’argento. Attualmente gli specchi sono formati da una sottile lastra di vetro dove viene posto uno strato di alluminio o argento, fissato per elettrolisi.

Nel lungo percorso di studi di Leonardo Da Vinci  ci sono anche numerose ricerche nel campo dell’ottica con esperimenti sulle luci e sulle ombre, uno studio sull’interazione tra la luce e gli oggetti approfondendo i segreti della riflessione multipla e dell’illusione ottica. Nel suo Manoscritto B scrive: “Quel omo che si troverà [al suo interno] potassi vedere per ogni suo verso infinte volte e con infinita bellezza. Perché non vede la immaginazione più grande eccellenza qual vede l’occhio umano”. La stanza, da lui disegnata durante il periodo in cui era a Milano, e forse mai realizzata doveva essere formata da otto specchi rettangolari enormi, così da avere contemporaneamente infiniti punti di vista, stando al centro della camera.

Potrete ammirare questa divertente invenzione di Leonardo all’interno della nostra Mostra. Vi aspettiamo!