Tra i numerosi interessi di Leonardo, non manca l’elemento vitale per eccellenza: l’acqua. Il nostro genio se ne occupò sotto tutti punti di vista. Ne studiò il moto; il corso dei fiumi, il movimento delle acque con i suoi vortici, le correnti e i mulinelli, simili in fondo a quelli che si sviluppano nell’aria. Amante di questa tematica fin dalla sua giovinezza, fu in Lombardia, però, che riuscì a mettere in pratica i suoi studi. Leonardo, in qualità di ingegnere ducale, passò lunghe giornate ad osservare lo scorrere dei fiumi, ricavandone considerazioni sul movimento, sull’erosione, sullo scorrimento in superficie ed in profondità, aiutandosi con modellini di canali in legno o vetro dove far scorrere l’acqua. I risultati dei suoi esperimenti dimostrarono i problemi pratici della canalizzazione. Fu così che inizio a progettare macchine per scavare canali artificiali; macchine per sollevare l’acqua, numerosi tipo d’imbarcazione ed un primitivo sottomarino. Studio, inoltre, il modo in cui l’uomo si sarebbe potuto spostare sott’acqua. Alcuni suoi disegni ritrovati nel Codice Arundel del 1508, mostrano un apparato da palombaro (in cui viene dimostrato che è utile per la riparazione o la manutenzione delle carene delle navi) e disegni di pinne, salvagenti ed il sistema per camminare sull’acqua. Ma Leonardo pensava anche alle azioni di salvataggio previste nel tentativo di un volo sull’acqua. Da qui nasce l’idea degli otri gonfiati a protezione del corpo durante una possibile caduta in acqua e/o in terra.

La prossima settimana vi parleremo di alcune creazioni, presenti nella nostra Mostra, che riguardano proprio l’acqua. Restate con noi e venite a trovarci!