Genius Srl, un’avventura moderna

Che cosa può aver spinto gli ideatori della mostra a perseguire, con accesa passione (il Leonardiano “Hostinato vigore”), l’idea di un nuovo museo delle macchine di Leonardo? Apparteniamo ad un’epoca nella quale il successo è riconosciuto quasi esclusivamente a chi sa interpretare e applicare le semplici ma spietate regole del pragmatismo economico, della competizione nel mercato di beni di consumo. La felicità dell’individuo come quella di un popolo dipende dalla quantità degli approvvigionamenti, dalla velocità di sostituzione dei beni materiali voracemente consumati, dall’anticipare l’altro nella conquista degli spazi commerciali e occupazionali. Non c’è tempo per altro. Il piacere dell’elaborazione e della contemplazione del pensiero astratto, il gusto di sentire dentro di se il fluire veloce della vitalità e della creatività in procinto di traboccare, l’ansia ardente di affidare a un nostro simile una nostra idea, la voglia di condividere e di crescere insieme in un progetto in cui crediamo, il bisogno di essere utili e di conquistare amici con le cose buone che riteniamo di saper fare: tutto questo, e altro ancora, fa la vita di un uomo; tutto questo sta scomparendo; tutto questo è urgente che ritorni.
Probabilmente era questo il fine che si voleva raggiungere con questa mostra, e il docile Leonardo ancora una volta si rende occasione e strumento per lo sviluppo corretto della natura umana. Chi meglio di Leonardo può ricordare che l’uomo è spirito nobile e curioso, mente indagatrice e materia dinamica ordinata al fare? Ecco come nasce la Genius S.r.l.
Leonardo deve servire a ricordare, o insegnare ai più giovani, che la vita di uomo è bene spesa quando il suo tempo è riempito dall’agire creativo e costruttivo. Il nuovo museo doveva essere ed è luogo di incontro fisico con questa idea, dove il genio rinuncia alla luce del mito rendendosi vicino, materiale, uomo come gli altri che mostra i suoi lavori fatti con superiore abilità ma anche con applicazione, sforzo e talvolta errore.
Leonardo è un uomo da ammirare e da amare perché le sue opere sono grandi, e la loro grandezza ci rende orgogliosi di appartenere al genere umano e ci dà speranza di poter essere migliori se solo decidiamo di emularlo, mettendoci in moto verso la migliore applicazione di noi stessi e l’agire pensato.

A Roma sono in esposizione permanente macchine che descrivono meglio di qualsiasi discorso i pensieri fin qui riferiti. Non si possono definire modelli in quanto sono, per la maggior parte, vere e proprie macchine funzionanti di grandi dimensioni, costruite con procedimenti speciali per resistere a lungo all’uso pieno da parte dei numerosissimi visitatori.
L’interattività vera è stata uno degli obiettivi della Genius S.r.l. per consentire un’intensa esperienza percettiva sensoriale attraverso cui attivare meccanismi emotivi e cognitivi in rapporto profondo con la materia “Leonardo”.
L’impegno sul piano costruttivo per raggiungere questo primo risultato è stato davvero notevole. Si è reso necessario l’impiego di sofisticate tecnologie e di particolari abilità umane e professionali in quanto la via obbligata era quella di lavorare il legno (materia esclusiva con la quale dovevano essere costruite le macchine) in modo tale da renderlo efficace e resistente come il ferro.
Una vera impresa poiché il legno è materia sempre viva, e continuamente modifica sé stesso. Il lavoro svolto su questo versante è stato superbo quanto oltremodo impegnativo. Tutti potranno verificare il grado di precisione e di resistenza dei meccanismi, in grado di funzionare perfettamente e di resistere all’usura.
I materiali che più frequentemente sono stati impiegati sono il tiglio, l’abete, il faggio, il rovere; ma è un elenco incompleto perché le soluzioni migliori si sono trovate con l’utilizzo di particolari mescole che, per ovvie ragioni di riservatezza, rimarranno segrete. Attraverso l’impiego di diversi impianti di essiccazione si è potuto rendere opportunamente e sapientemente un po’ più inerte il legno riducendo il grado di umidità ad una misura contenuta fra i 9 e gli 11 gradi. Inoltre, sofisticate macchine per l’incollaggio “a caldo” si sono rivelate assolutamente indispensabili per la tenuta definitiva dei diversi elementi di legno da accoppiare. Macchine costose per la creazione di fori di assoluta precisione, sapienza rispetto alle fibre e ai vari tipi di forza che esse sono capaci di esprimere, il lavoro di abili operai e artigiani, energie tecniche e di coordinamento, la capacità di approvvigionamento di tutto il materiale necessario e ben selezionato, trattamenti finali, vernici e lacche speciali sono stati gli altri ingredienti indispensabili per portare a conclusione il progetto. Manca però la parte relativa allo studio dei disegni di Leonardo che ha preceduto tutte le altre.
Una menzione particolare riferita a questo aspetto è doverosa. Se il fine era il funzionamento delle macchine non si poteva prescindere dalla esatta ricognizione di tutti i componenti del sistema e dal riconoscimento della sua logica complessiva. Questo ha obbligato a un lavoro di attenta ricerca fino alla conquista della chiave interpretativa dei procedimenti logico-mentali e degli aspetti comportamentali di Leonardo in quanto, come tutti sanno, i suoi disegni sono quasi sempre di difficile lettura. Questo tipo di lavoro ha portato, talvolta, a delle vere e proprie scoperte assolutamente degne di nota come nel caso della “Prova d’ala”, dell’Aliante, della Macchina volante con sistema a “bicicletta”. Molto spesso, ha condotto alla soluzione la conoscenza sempre maggiore delle caratteristiche psicologiche e dell’indole di Leonardo più che il tratto presente nel foglio come dato oggettivo.
La Genius intende estendere la propria idea di come Leonardo debba essere presentato, mostrato e raccontato agli altri luoghi del mondo, ad altri paesi come l’America, l’Australia, il Sud Africa, e ai loro ragazzi delle scuole, per concorrere allo sviluppo di una cultura comune fondata sul concetto che l’uomo si chiama uomo quando costruisce, crea, e produce cose utili al servizio di tutti.
Al di là di ogni differenza etnica e ideologica, il mondo potrà raggiungere livelli di auspicata concordia nel ricorso a modelli culturali che hanno superato la prova del tempo.